Lo smalto viennese

Lo smalto è quella tecnica artistica che accoppia paste vitree a superfici metalliche, impiegate come supporto, attraverso un processo di fusione al forno. Sorta dalla necessità di aggiungere «colore» ai metalli preziosi, è una tecnica quindi che si colloca tra quella del vetro e l’oreficeria.

La decorazione a smalto è nota sin dall’antichità, già all’epoca degli Assiri e degli Egizi.

In Europa i luoghi in cui venne più utilizzato in epoca medievale era l’Italia, la Francia settentrionale e la Renania, protraendosi fino al Rinascimento con produzioni eccezionali come la famosa saliera d’oro di Francesco I di Benvenuto Cellini conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Nel secolo XIX sono stati fatti tentativi specialmente in Francia e a Vienna di rimettere in onore lo smalto soprattutto ricollegandosi alla tradizione medievale.

Vienna, in particolar modo, nella seconda metà del XIX secolo, diventa un centro importante per la lavorazione dell’argento e del bronzo decorati con lo smalto per dare colore agli oggetti.

A Vienna lavorano due famosi maestri, che aiutano a diffondere questo gusto neorinascimentale e neoclassico nella città: Hermann Ratzersdorfer e Hermann Bohm.

Ecco che questa moda avvolge tutta la città e i monumenti architettonici. Anche la vita domestica viene contaminata da questo gusto estetico: vengono realizzate meravigliose stoviglie e accessori di lusso, centrotavola, monetieri, calici, vasi, tabacchiere, orologi da tavolo e da camino. Le forme vengono ispirate dai modelli classici e rinascimentali.

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