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I primi esempi di paesaggio, come soggetto indipendente, sono il Paesaggio con fiume di Leonardo Vinci (1473) – per le opere grafiche – e il Paesaggio con un ponte di Albrecht Altdorfer (1518 circa) in pittura, se si eccettua una discussa tavoletta alla Pinacoteca nazionale di Siena, (riferita ora ai fratelli Lorenzetti, ora a una maestro del primo Quattrocento come Giovanni di Paolo) quasi certamente un frammento di una composizione più ampia. Questi primi esempi fanno pensare ancora a uno studio o a una timida prova per qualcos’altro, sebbene sia innegabile che anche nei soggetti tradizionali il paesaggio iniziasse a ricevere, a partire dal XV secolo, un’attenzione nuova. Sia nelle vedute cittadine di sfondo alle Madonne fiamminghe, sia nelle dolci aperture collinari delle tavole italiane, si cerca ormai di dare una sensazione dello spazio aperto e dell’atmosfera, che culminerà con l’applicazione della prospettiva aerea di Leonardo da Vinci, che tanto seguito ebbe soprattutto a Venezia.

La scuola danubiana, in Germania, fece da apripista per rappresentazioni dei temi religiosi o storici, dove il fulcro della scena veniva via via relegato in spazi sempre più marginali, trasformando lo sfondo nel protagonista, come fece magnificamente Bruegel il Vecchio.

Vedute e paesaggi

 

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