Martirio di San Pietro da Verona

 

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  1. Bottega dei Carracci, ambito di Francesco Albani. Il martirio di San Pietro da Verona ( opera perduta di Tiziano ).

 

Descrizione

Martirio di San Pietro da Verona, bottega dei Carracci, ambito di Francesco Albani, opera perduta di Tiziano, olio su tela, 85×54 cm, con cornice 108×77 cm

Quest’opera ripetuta da Annibale Carracci e pubblicata su The invention of Annibale Carracci, ripe è stata ripetuta  anche dalla sua bottega. Il dipinto infatti presenta grandi influenze emiliane ed albanesche in particolare.

Francesco Albani fu attivo durante il periodo barocco, facendo parte della scuola pittorica bolognese. Si formò presso il pittore fiammingo Dennis Calvaert (1540-1619), noto in Italia come il Fiammingo. Nello studio bolognese del Fiammingo, Francesco Albani conobbe Guido Reni (1575-1642) e insieme si unirono alla famiglia Carracci, una famiglia di artisti che fondò l’Accademia degli Ecclettici, o degli Incamminati. Molti anni dopo, Albani iniziò una rivalità amichevole con Reni.

Albani sviluppò un proprio stile all’interno della scuola bolognese, spostandosi infine a Roma nel 1600 per una commissione ottenuta da Annibale Carracci (1560-1609) a Palazzo Farnese. Annibale considerava Albani uno dei suoi assistenti più promettente. Mentre si trovava a Roma, Albani eseguì anche degli affreschi per la Nostra Signora del Sacro Cuore e per Palazzo Mattei di Giove. Le sue opere contribuirono a diffondere lo stile bolognese a Roma.

Il pittore bolognese si spostò poi nel Nord Italia, per una commissione privata, da parte di uno dei maggiori mecenati del tempo, il marchese Vincenzo Giustiniani (1564-1637). Qui realizzò un grande affresco intitolato La caduta di Fetonte e il concilio degli dei. I suoi lavori a carattere mitologico, di cui questi affreschi rappresentano solo una parte, sono considerati le sue opere migliori. Tra questi ricordiamo anche la sua opera presente agli Uffizi Danza di amorini, la Venere dormienteDiana e Atteone, il Bagno di DianaDiana sdraiataGalateaVenere assistita da ninfe e cupidiIl ratto di Europa.

Tra il 1609 e il 1612 lavorò anche alla cappella del Palazzo del Quirinale a Roma, insieme a Reni. Tra gli affreschi realizzati successivamente per chiese romane, ricordiamo quelli nel coro di Santa Maria della Pace e quelli per i soffitti di Palazzo Verospi, Allegoria del tempo, del 1616. L’artista lavorò soprattutto a Bologna e Roma, ma anche a Mantova e Firenze.

Martyrdom of St. Peter of Verona, workshop of the Carracci family, the sphere of Francesco Albani, a lost work by Titian, oil on canvas, 85×54 cm, with frame 108×77 cm.

We see this work repeated by Annibale Carracci and published in The invention of Annibale Carracci, also repeated by his workshop. In fact, the painting has great influences in Emilia and Albanian in particular.

Francesco Albani was active during the Baroque period, being part of the Bolognese painting school. He trained with the Flemish painter Dennis Calvaert (1540-1619), known in Italy as the Flemish. In the Bolognese study of the Flemish, Francesco Albani met Guido Reni (1575-1642) and together they joined the Carracci family, a family of artists who founded the Accademia degli Ecclettici, or degli Incamminati. Many years later, Albani began a friendly rivalry with Reni.

Albani developed his own style within the Bolognese school, finally moving to Rome in 1600 for a commission obtained by Annibale Carracci (1560-1609) at Palazzo Farnese. Hannibal considered Albani one of his most promising assistants. While he was in Rome, Albani also performed frescoes for Our Lady of the Sacred Heart and for Palazzo Mattei di Giove. His works contributed to spread the Bolognese style in Rome.

The Bolognese painter then moved to Northern Italy, for a private commission, by one of the major patrons of the time, the Marquis Vincenzo Giustiniani (1564-1637). Here he made a large fresco entitled The Fall of Fetonte and the Council of the Gods. His works of a mythological nature, of which these frescoes represent only a part, are considered his best works. Among these we also remember his work present at the Uffizi Dance of Cupids, the Sleeping Venus, Diana and Actaeon, the Bath of Diana, lying Diana, Galatea, Venus assisted by nymphs and cupids, The rape of Europe.

Between 1609 and 1612 he also worked at the chapel of the Palazzo del Quirinale in Rome, together with Reni. Among the frescoes made later for Roman churches, we mention those in the choir of Santa Maria della Pace and those for the ceilings of Palazzo Verospi, Allegory of Time, 1616. The artist worked mainly in Bologna and Rome, but also in Mantua and Florence .